{"id":2479,"date":"2025-11-27T08:00:00","date_gmt":"2025-11-27T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/?p=2479"},"modified":"2025-11-27T08:11:51","modified_gmt":"2025-11-27T07:11:51","slug":"whatsapp-sotto-la-lente-35-miliardi-di-account-esposti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/?p=2479","title":{"rendered":"WhatsApp sotto la lente: 3,5 miliardi di account esposti"},"content":{"rendered":"\n<p>Riportiamo un interessante articolo del sito <a href=\"https:\/\/www.helpconsumatori.it\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.helpconsumatori.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Helpconsumatori.it<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.helpconsumatori.it\/agenzia\/whatsapp-sotto-la-lente-35-miliardi-di-account-esposti\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.helpconsumatori.it\/agenzia\/whatsapp-sotto-la-lente-35-miliardi-di-account-esposti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Tra le caratteristiche pi\u00f9 comode di WhatsApp<\/a> c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di verificare se un numero di telefono \u00e8 registrato al servizio di Meta. Basta aggiungere un contatto alla rubrica dell\u2019app per vedere l\u2019immagine del profilo, lo stato e confermare che il numero sia corretto. Una funzione utile per controllare chi abbiamo aggiunto e farsi un\u2019idea di chi sar\u00e0 la persona con cui comunicheremo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa succederebbe se qualcuno potesse controllare\u00a0centinaia di milioni di contatti ogni ora? Sembra fantascienza, ma uno studio dell\u2019Universit\u00e0 di Vienna\u00a0ha dimostrato che era possibile, sfruttando\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/canale_tecnologia\/notizie\/software_app\/2025\/11\/20\/meta-chiude-il-bug-di-whatsapp-a-rischio-35-miliardi-utenti_1b2fdea3-85c1-4201-b495-ffb77c8543b2.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una falla del sistema conosciuta gi\u00e0 dal 2017<\/a>. Secondo i ricercatori, questa vulnerabilit\u00e0 ha permesso di esporre oltre\u00a03,5 miliardi di account globali, di cui 55 milioni solo in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La falla nel dettaglio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il problema principale riguarda l\u2019assenza di limiti efficaci\u00a0sulle richieste automatiche inviate ai server di WhatsApp. Utilizzando uno script automatizzato, i ricercatori hanno potuto scansionare i profili collegati a numeri di telefono senza alcuna restrizione significativa. La conseguenza \u00e8 stata la creazione di un database enorme, contenente dati\u00a0associabili a persone reali. Circa il 57% degli utenti aveva un\u2019immagine del profilo pubblica, e due terzi di queste immagini mostravano volti chiaramente identificabili. Inoltre, circa un terzo degli account conteneva uno stato testuale personalizzato, con informazioni che potevano rivelare dati sensibili come\u00a0orientamento sessuale, ideologia politica, credenze religiose\u00a0o addirittura riferimenti all\u2019uso di droghe.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I rischi per la privacy<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La combinazione di numeri di telefono, immagini del profilo e testi personalizzati rappresenta un rischio enorme: un malintenzionato potrebbe associare facilmente\u00a0identit\u00e0 e informazioni personali a un account WhatsApp, aumentando la probabilit\u00e0 di truffe, molestie o furto di identit\u00e0. I ricercatori definiscono questo scenario come \u201cla pi\u00f9 grande esposizione di dati della storia\u201d, anche se raccolta a fini di studio e in modo responsabile. L\u2019allarme resta:\u00a0gli utenti devono prestare attenzione a ci\u00f2 che condividono pubblicamente\u00a0e Meta deve garantire limiti pi\u00f9 stringenti per proteggere la privacy su scala globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una funzionalit\u00e0 apparentemente innocua dell\u2019app di messaggistica ha permesso a ricercatori di scansionare 3,5 miliardi di account in tutto il mondo, mettendo in luce rischi per la privacy degli utenti.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":2024,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[25,107,96,88],"class_list":["post-2479","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-informazioni-utili","tag-privacy","tag-social-network","tag-universita","tag-whatsapp"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2479"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2480,"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2479\/revisions\/2480"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/infoconsumotoscana.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}