Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’atteso decreto bollette. Fra le misure per le famiglie, viene previsto un “contributo aggiuntivo di 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale pari a 200 euro annui”. Secondo la nota ufficiale di Palazzo Chigi, il beneficio per le famiglie vulnerabili sarà di 315 euro l’anno.

Per le famiglie con Isee inferiore a 25 mila euro e non titolari di bonus sociali, c’è la possibilità di avere un contributo fino a 60 euro in bolletta elettrica. Le famiglie interessate sarebbero 4 milioni e mezzo ma c’è da considerare che “il contributo è riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica a copertura dei costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno. Ai venditori che aderiscono al meccanismo è rilasciata una attestazione che può essere utilizzata anche a fini commerciali”. Dipenderà insomma dalla disponibilità delle aziende. Allo stesso tempo, c’è da ricordare che la soglia Isee per l’accesso ai bonus sociali è di 9.796 euro, 20 mila euro quella per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico.

Decreto bollette, UNC: c’è confusione sui bonus sociali (Helpconsumatori.it)

C’è confusione negli importi dei bonus sociali che arriveranno alle famiglie dopo l’approvazione del decreto bollette. Si parla di un bonus di 115 euro per le famiglie che già percepiscono il bonus sociale, che andrebbe a sommarsi al bonus straordinario di 200 euro dello scorso anno. Ma l’Unione Nazionale Consumatori avverte che quei 200 euro erano un bonus straordinario previsti, per decreto legge, solo per il 2025. Quindi il bonus previsto nel decreto di 115 euro non si sommerà al bonus straordinario di 200 euro dello scorso anno. “Il bonus scende da 200 a 115 euro, con un crollo di 85 euro, pari al 42,5% – spiega l’UNC – Per l’Isee è ancora peggio. Al di là del regalo di Natale volontario che possono fare i venditori, in cambio del ringraziamento del Governo, sul quale attendiamo il miracolo, l’unico dato certo è che nel 2005 chi aveva un Isee sotto i 25 mila euro prendeva 200 euro di contributo straordinario, mentre oggi la soglia si ferma a 9.796 euro, oltre 15 mila euro in meno, il 60,8% in meno”.

L’associazione analizza il decreto bollette e riporta una serie di calcoli sulla base dei bonus che c’erano lo scorso anno e di quelli previsti per il 2026. Spiega che le famiglie sino a 2 componenti che già beneficiano del bonus ordinario, pari a 146 euro, riceveranno nel 2026 un importo totale di 261 euro (146 euro di bonus ordinario +115 euro di bonus straordinario). Le famiglie con 3 o 4 componenti riceveranno 301,15 euro: 115 euro + il bonus già in vigore di 186,15 euro.

L’UNC chiarisce che i 200 euro previsti per il 2025 sono solo quelli del bonus straordinario deciso con decreto legge (n. 19 del 28-02-25) che valeva solo “per l’anno 2025” e “sulle forniture di energia elettrica dei clienti domestici con valori dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) fino a 25.000 euro”.

Per chi aveva Isee inferiore a 9.530 euro (che nel 2026 è stato innalzato a 9.796 euro) e percepiva il bonus sociale, i 200 euro straordinario si aggiungevano al bonus ordinario. Il risultato era che per le famiglie con Isee basso il bonus totale (ordinario più straordinario) è stato nel 2025 di 367,9 euro per le famiglie con 1-2 componenti; di 419 euro per quelle con 3-4 componenti; di 440,9 euro oltre 4 componenti.

Nel 2026, spiega UNC, il bonus ordinario varia da 146 euro, a 186,15 euro, fino a 204,40 euro (sempre a seconda della numerosità del nucleo familiare). Quindi nel 2026 chi ha un Isee inferiore a 9.796 euro percepirà in totale, quando entrerà vigore il provvedimento varato ieri, questi importi: 261 euro; 301,15 euro; 319,4 euro derivanti dalla somma del bonus annuale e di quello straordinario di 115 euro.

“Alla fine – conclude l’associazione – i nuclei più numerosi percepiranno all’incirca quei 315 euro (301,15 e 319,4) indicati dalla presidente Meloni, ma non perché si aggiungono ai 200 euro del 2025, che non esistono più da nessuna parte, ma perché si aggiungono agli importi ordinari del 2026 indicati da Arera. Da qui la confusione”.

DL Bollette: dopo un anno di attese, la bozza scontenta tutti (Federconsumatori.it)