Il Parlamento europeo ha approvato due mandati negoziali, il primo con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astensioni (creazione di un euro digitale) e il secondo per alzata di mano (fornitori di servizi di pagamento non in euro).
I punti chiave della posizione negoziale del Parlamento:
- L’euro digitale sarebbe una nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE) e funzionerebbe sia online che offline.
- L’euro digitale integrerebbe garanzie per la privacy. Le transazioni verrebbero verificate senza esporre dati personali, che sarebbero trattati solo nella misura strettamente necessaria al funzionamento del sistema.
- La maggior parte delle imprese sarebbe tenuta ad accettare l’euro digitale. Farebbero eccezione i lavoratori autonomi e le piccole e microimprese che non accettano altri pagamenti digitali.
- I servizi di base, come l’apertura di un conto, la detenzione e la gestione di fondi e l’accesso ad almeno uno strumento di pagamento, sarebbero gratuiti.
- Per proteggere il sistema finanziario, verrebbe imposto un limite massimo alla quantità di euro digitali che ogni individuo potrebbe detenere.
- Le banche e i prestatori di servizi di pagamento (PSP) dei paesi dell’UE non aderenti all’eurozona sarebbero autorizzati a distribuire l’euro digitale.
- I paesi dell’area euro sarebbero obbligati a mantenere la disponibilità di contante, le imprese non sarebbero autorizzate a vietarne l’uso e gli Stati membri dovrebbero monitorare regolarmente la disponibilità di contante, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili, come gli anziani, le persone a basso reddito e coloro che non hanno accesso al sistema bancario tradizionale.
A questo punto si aprirà, entro il mese di luglio, la fase del Trilogo, cioè dei negoziati che coinvolgono Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e Commissione europea, necessari per definire il testo finale del regolamento. L’obiettivo istituzionale è quello di completare il processo entro il 2026.
L’euro digitale sarebbe una evoluzione della moneta unica nell’era digitale. Consentirebbe ai cittadini di utilizzare, anche in formato elettronico, una forma di moneta emessa direttamente dalla banca centrale. Sarebbe un’opzione in più oltre al contante e agli strumenti di pagamento privati già esistenti. Il progetto punta a preservare la disponibilità della moneta pubblica, rafforzando l’autonomia e la capacità innovativa dell’Europa nel settore dei pagamenti.
Parallelamente al confronto tra le istituzioni europee, l’Eurosistema procede con il lavoro di progettazione e sperimentazione. In questo contesto, la Banca d’Italia è impegnata, insieme alla BCE e alle altre banche centrali dell’area dell’euro, nelle attività di preparazione tecnica del progetto. Nei prossimi mesi il confronto legislativo e le attività di sperimentazione proseguiranno in parallelo, con ulteriori sviluppi attesi sia sul fronte istituzionale sia su quello tecnico.
Sempre nell’ambito del “pacchetto moneta unica” è stato approvato dal Parlamento europeo anche il Regolamento sul corso legale delle banconote e delle monete in euro volto a salvaguardare l’accesso al contante e la sua accettazione negli Stati Membri. La fase del Trilogo verrà avviata anche per questo Regolamento.
