Il Natale è sinonimo di tavole imbandite e pranzi conviviali, ma è anche il periodo dell’anno in cui il rischio di spreco alimentare aumenta significativamente. Secondo le stime, il costo invisibile dello spreco può raggiungere 90 euro per famiglia. L’86% degli italiani spreca cibo durante le feste e il 37% getta oltre un quarto di quanto acquistato. Sono circa 575.000 le tonnellate di cibo sprecate tra la Vigilia e Capodanno, per un impatto economico complessivo superiore ai 9 miliardi di euro.
Guida antispreco: come vivere un Natale sostenibile
Condividiamo l’articolo del sito Helpconsumatori.it dedicato al tema. Per raggiungere l’obiettivo spreco zero, Too Good To Go propone una guida pratica che accompagna dalla lista della spesa alla gestione degli avanzi, valorizzando le risorse e trasformando la tradizione natalizia in un’esperienza creativa e responsabile.
La prima regola riguarda la lista della spesa: è importante controllare ciò che già si ha a disposizione per evitare di comprare ingredienti inutili. Spesso alcuni prodotti dimenticati nel frigo o nella dispensa possono rivelarsi preziosi per le ricette delle Feste. Bisogna anche evitare la “sindrome del buon padrone di casa”, quella tendenza a comprare più del necessario per impressionare gli ospiti.
Organizzare frigo e dispensa con ordine aiuta ulteriormente a consumare prima ciò che scade e a evitare acquisti eccessivi. In questo contesto, la app di Too Good To Go offre le Surprise Bag, contenenti cibo ancora buono proveniente da negozi, panetterie, ristoranti e supermercati, perfetto da portare in tavola anche a Natale a un prezzo vantaggioso, unendo gusto e risparmio.
Reinventare gli avanzi
Anche i dolci tradizionali possono essere valorizzati in funzione dello spreco zero: panettone e pandoro avanzati possono diventare crumble, tiramisù alternativi, french toast o budini golosi, evitando così che finiscano nella spazzatura.
Lo stesso vale per il pane, che può essere trasformato in zuppe, bruschette, crostini, ripieni o utilizzato come ingrediente per passatelli, polpette o canederli.
È utile anche condividere le esperienze familiari, chiedendo ai nonni o agli amici come riciclano gli avanzi delle feste. Inoltre, bucce, gambi e ritagli di verdure possono essere trasformati in brodi o vellutate, mentre il pane raffermo può servire per preparare pappa al pomodoro o crostini.
Buone abitudini post-feste
Il giorno dopo il cenone è l’occasione per organizzare un pranzo con gli avanzi, coinvolgendo ogni invitato nella preparazione dei piatti. Gli avanzi di ragù, secondi o dolci possono essere tagliati, porzionati e congelati per un consumo successivo, migliorando la gestione delle risorse. Inoltre, creare una sorta di “dispensa aperta” dove condividere prodotti in eccedenza con vicini, colleghi o gruppi locali solidali permette di trasformare ciò che avanzava in un dono inatteso e apprezzato.
