Un nuovo marchio per il biologico italiano, che affiancherà il logo del biologico europeo con l’obiettivo di valorizzare il bio interamente italiano.

Come ricorda il Masaf, Ministero dell’Agricoltura, il marchio (istituito dalla legge n. 23/2022 e di proprietà esclusiva del Ministero dell’agricoltura) “nasce per valorizzare la materia prima nazionale e offrire una risposta concreta ai consumatori che cercano la massima garanzia di qualità e tracciabilità”.

Il logo contrassegna esclusivamente i prodotti biologici realizzati con materia prima 100% italiana.

Un logo per il bio italiano

Il Marchio Biologico Italiano contrassegna esclusivamente i prodotti biologici realizzati con materie prime agricole nazionali, contrassegnati in etichetta dell’indicazione ufficiale “Agricoltura Italia” o “Acquacoltura Italia”. L’adesione al marchio è volontaria. In etichetta, il marchio biologico italiano potrà essere apposto esclusivamente in aggiunta al logo di produzione biologica dell’Unione europea.

Dal 15 settembre è possibile presentare al Ministero l’istanza per l’uso del marchio, secondo il DM 251972 del 26 maggio 2026.

Il decreto ricorda “l’esigenza di promuovere e valorizzare i prodotti biologici nazionali attraverso un marchio identificativo specifico e riconoscibile, che contraddistingua i prodotti ottenuti con il metodo biologico, realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia”. E adotta il regolamento d’uso che definisce le condizioni e le modalità di attribuzione e di utilizzo del marchio biologico italiano. Fra queste, il decreto stabilisce che il marchio non può in alcun caso sostituire, sovrapporsi o limitare la visibilità del logo biologico dell’UE, che deve essere sempre chiaramente identificabile e conforme alle disposizioni grafiche e dimensionali stabilite dalla normativa unionale vigente.

Può essere posizionato nello stesso campo visivo del logo di produzione biologica dell’Unione Europea; non può avere dimensioni maggiori del logo bio europeo; i loghi europei e nazionale devono essere presentati e disposti entro lo stesso campo visivo dell’etichetta.