Torna il consueto approfondimento dedicato a prezzi e tariffe, con i dati rilasciati da Istat sull’inflazione a giugno (consultabili anche nella nostra sezione Osservaprezzi), i prezzi dell’Rc auto nel I trimestre 2026 comunicati da Ivass, le comunicazioni di Arera sugli aggiornamenti delle condizioni del Servizio di Tutela della vulnerabilità gas per giugno e sugli aggiornamenti per il terzo trimestre della bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in Maggior Tutela, le rilevazioni delle associazioni dei consumatori sui costi di una giornata in un parco acquatico e sui costi nascosti ed extra dei concerti e altri spunti di riflessione sul caro carburanti e sui costi dell’aria condizionata.

A giugno l’inflazione scende al +3,0% (dal +3,2% di maggio). Il lieve rallentamento riflette essenzialmente l’attenuarsi delle tensioni sui prezzi degli Alimentari non lavorati, dei Servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. Un sostegno all’inflazione, d’altro canto, si deve alla moderata accelerazione dei prezzi degli Energetici. Si riduce il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa” (da +1,9% a +1,3%), così come l’inflazione di fondo (da +1,7% a +1,6%). L’inflazione acquisita a giugno, per il 2026, resta stabile a +2,6%.

Nel primo trimestre del 2026 il prezzo medio della garanzia Rc auto è pari a 423 euro. Su base annua il prezzo medio è cresciuto del 3,2% in termini nominali, mentre, in termini reali, tenendo conto dell’inflazione, l’aumento è pari all’1,5%. Dopo la forte accelerazione registrata nel 2024 (la variazione annua nominale nel primo trimestre 2024 è pari al +7,2% e al +4,1% nel primo trimestre 2025), la crescita dei prezzi continua a rallentare. La metà delle province registra premi medi superiori ai 395 euro, mentre nelle province più costose (il 25% delle province più care) si superano i 427 euro. A livello provinciale le variazioni annue del prezzo medio sono positive, gli aumenti più alti si registrano a Roma (+5,4%), Milano (+5,6%) e a Vercelli (+5,8%). Circa un terzo delle province registra incrementi del premio medio superiori al dato nazionale. Il differenziale tra Napoli e Aosta è pari a 257 euro, in riduzione rispetto al primo trimestre 2025 (differenziale pari a 262 euro).

Nei giorni scorsi Arera ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di giugno: come registrato a maggio le quotazioni all’ingrosso sono pressoché invariate e la spesa totale dell’utente tipo aumenta dello 0,3% rispetto al mese precedente. Pertanto, per i 2,3 milioni circa di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas è pari a 47,18 €/MWh e il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo è pari a 122,52 centesimi di euro per metro cubo.

Bollette gas: a giugno in aumento per i “vulnerabili” (Adiconsum.it)

Arera ha anche rilasciato la comunicazione relativa alla bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in Maggior Tutela, che nel terzo trimestre del 2025 aumenterà del 4,6% rispetto al trimestre precedente. L’incremento è dovuto all’aumento atteso dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica per effetto dei maggiori consumi previsti nel periodo estivo e del persistente quadro di incertezza a livello internazionale che incide sulle quotazioni attese delle materie prime energetiche; a ciò si aggiunge, per il medesimo periodo, un incremento dei costi prevalentemente relativi al mercato della capacità in quanto nel mese di luglio, in cui la domanda elettrica è alta, si concentrano le cosiddette “ore critiche” per l’adeguatezza del sistema elettrico.

Bollette luce, dal 1° luglio aumento del +4,6% (Adiconsum.it)

Passiamo alle rilevazioni effettuate dalle associazioni dei consumatori. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato, come ogni anno, il monitoraggio dei costi dei parchi acquatici. Nell’era delle vacanze “mordi e fuggi” o della vera e propria rinuncia alle vacanze estive, si tratta di uno dei rifugi principali per le famiglie che restano in città. L’O.N.F. ha monitorato i costi per una famiglia composta da 2 adulti e 2 ragazzi: nel 2026 il costo complessivo a famiglia per trascorrere una giornata in un parco acquatico sarà di 297,07 euro. L’aumento medio rispetto al 2025 è del 2%. Sale al 47% l’aumento rispetto al 2021. Vista la forte richiesta aumentano i costi di ingresso: + 8% per gli adulti e + 2% per i ragazzi. Rimane su livelli elevati, dopo i rincari dell’anno scorso, la spesa per i prodotti alimentari venduti all’interno dei parchi: fanno eccezione i panini, i cui prezzi scendono rispetto al costo esorbitante degli anni passati. I prezzi di questi prodotti si attestano, comunque, ancora nettamente al di sopra di quelli praticati in un qualsiasi bar o alimentari (anche del + 300% per l’acqua e del + 90% per i panini)! Motivo per cui molti preferiscono portarsi il pranzo da casa o acquistarlo prima di entrare al parco.

Per quanto riguarda i concerti, al prezzo del biglietto vero e proprio, che a seconda dell’artista prescelto può variare mediamente da 28 a 260 euro, si sommano innumerevoli spese e costi non sempre trasparenti. È su questi che l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha condotto un’indagine.

Costi di prevendita e di commissione di servizio. Si tratta di spese obbligatorie che si pagano al momento dell’acquisto. La prima voce, in genere, si attesta intorno al 15% del costo del biglietto: quindi, per ogni biglietto da 70 euro (il prezzo medio preso in considerazione dallo studio) si aggiungerà un costo di 10,50 euro. Vanno poi sommate le spese di commissione, che generalmente differiscono tra una piattaforma e l’altra in quanto sono a discrezione degli organizzatori.

Consegna del biglietto. Ci sono, poi, da considerare, a seconda delle scelte effettuate dall’utente: le spese di consegna a domicilio (9,99 euro), quelle per un eTicket (2,50 euro), quelle di stampa dei biglietti, oltre all’eventuale premio della copertura assicurativa che ci risarcisca in caso di annullamento.

Cibi e bevande. A parte qualche eccezione, generalmente non è possibile introdurre bibite o cibo all’interno degli spazi in cui si tiene il concerto, fatta eccezione, spesso, per una bottiglietta d’acqua da mezzo litro privata del tappo. I partecipanti sono quindi, di fatto, costretti all’acquisto presso i bar e i punti ristoro interni, dove i prezzi sono spesso più alti che altrove. Per una bottiglietta di acqua il prezzo medio si aggira attorno ai 3 euro, quello per un toast 8 euro. Relativamente all’acquisto di food & beverage, ci sono stati casi in cui questo era possibile unicamente tramite token. Questa scelta ha causato diversi problemi e disagi ai cittadini: prima di tutto in relazione alla modalità di vendita, che viene generalmente fatta in blocchi fissi e non frazionabili in base al bisogno reale del consumatore; un altro problema rilevante riguarda il mancato rimborso, in alcuni casi, dei token rimasti inutilizzati perché non spendibili.

Parcheggi. Da ultimo il tema del parcheggio dell’auto o della moto: i prezzi dei parcheggi ufficiali presso i principali eventi in programma d’estate oscillano dai 5 ai 40 euro (anche se recentemente abbiamo assistito a prezzi spropositati, fino a 78 euro).

Non possiamo evitare un riferimento al caro carburanti, che rappresenta una vera stangata per gli automobilisti, con la benzina che ormai supera i 2 euro in autostrada mentre il diesel al self va oltre 2,1 euro al litro. Da quando è scaduto il taglio delle accise i prezzi del gasolio sono saliti di oltre 22 centesimi al litro, quelli della benzina di quasi 14. Un pieno di gasolio, calcola il Codacons, costa oggi 11,2 euro in più rispetto a inizio luglio, (+10,65 euro in autostrada), + 7 euro un pieno di benzina. Nel frattempo è partita l’App Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una falsa partenza, perché i Consumatori hanno subito denunciato funzionamento tortuoso e prezzi non aggiornati. In pratica gli automobilisti non riescono davvero a scegliere in modo veloce i distributori più convenienti, anche perché alcuni non comunicano in modo regolare i prezzi praticati e il sistema non permette un confronto immediato. Il Codacons chiede un blocco temporaneo e annuncia una segnalazione all’Autorità Antitrust.

Anche il caldo estremo mette a dura prova il budget familiare. Fra condizionatori e ventilatori, consumi idrici, cambiamento dei consumi alimentari, piscine e bevande, le spese per affrontare le alte temperature possono arrivare fino a 600 euro al mese a famiglia. In giornate di caldo estremo si fa naturalmente sempre più ricorso all’aria condizionata. Ogni grado conta, e abbassarla da 26°C a 20°C può far salire la bolletta estiva di 87 euro. Per evitare la stangata, occhio all’efficienza energetica.