Facciamo il punto sulle ultime segnalazioni in materia di truffe. L’Agenzia delle Entrate comunica che sono in corso nuove campagne di phishing a tema falso rimborso IRPEF. Le campagne di phishing e smishing (phishing via SMS) utilizzano indebitamente il nome dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle entrate-riscossione con l’obiettivo di indurre i cittadini a fornire dati personali e informazioni finanziarie. Il pretesto utilizzato riguarda la presunta erogazione di un rimborso IRPEF, già impiegato in precedenti campagne fraudolente.

Il CERT-AGID ha rilevato una nuova campagna che utilizza in modo fraudolento il nome, il logo e la grafica dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, con l’obiettivo di sottrarre dati personali agli utenti. Il nuovo pretesto utilizzato è la presentazione di una richiesta per un presunto “Bonus Vacanze”.

A differenza della maggior parte delle campagne di phishing che sfruttano il nome dell’ente, questa risulta particolarmente curata. La pagina fraudolenta non si limita infatti a proporre un semplice modulo da compilare, ma riproduce un sito più articolato, organizzato in diverse sezioni e con una procedura suddivisa in più passaggi. Una struttura pensata per rendere la pagina più credibile e indurre l’utente a proseguire fino all’inserimento dei propri dati.

Publiacqua comunica che una cittadina residente in via del Palazzaccio nel Comune di Firenze ha segnalato di aver ricevuto una telefonata a nome di Publiacqua nella quale la si avvertiva di non bere l’acqua perché non potabile. Publiacqua ricorda ai cittadini che nessun incaricato sta facendo telefonate di questo tipo e che l’acqua del pubblico acquedotto è buona e sicura. Publiacqua invita i cittadini a segnalare prontamente all’azienda o alle forze dell’ordine, come fatto correttamente e prontamente dall’utente in questione, ogni episodio o richiesta sospetta.

Truffa ai danni di Revolut, consegnati i dati di centinaia di clienti (Helpconsumatori.it) Hanno usato una email istituzionale compromessa e si sono fatti consegnare i dati bancari di centinaia di clienti. Questa la truffa informatica subita da Revolut, azienda di servizi bancaria, che ha consegnato a una pec violata delle forze dell’ordine i dati di centinaia di clienti. Attraverso una pec compromessa, gli hacker hanno chiesto e ottenuti i dati personali di circa 700 clienti. La polizia informatica ha aperto un’indagine per accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica ed è al lavoro per risalire ai responsabili.

Come emerge dalle notizie stampa, i criminali informatici hanno usato un indirizzo ufficiale di posta certificata delle forze dell’ordine italiane che era stato in precedenza violato e in questo modo hanno chiesto e ottenuto i dati di circa 680 persone: dati dei passaporti, indirizzi di residenza e dati dei conti in banca e delle transazioni economiche effettuate dai clienti.

Revolut ha fatto sapere che si è trattato di “una sofisticata truffa di impersonificazione esterna, nella quale un soggetto terzo non autorizzato ha utilizzato un indirizzo e-mail appartenente a un dominio legittimo di un’agenzia governativa per presentare richieste fraudolente di informazioni”. Secondo un portavoce, “i sistemi di Revolut e i fondi dei clienti non sono stati toccati”. (SkyTg24)

“Non appena individuata la frode – ha detto il portavoce di Revolut – abbiamo immediatamente bloccato l’indirizzo e informato l’agenzia governativa interessata, nonché le autorità di contrasto, le autorità per la protezione dei dati e le autorità di vigilanza finanziaria. Abbiamo contattato direttamente il numero limitato di persone coinvolte per informarle dell’accaduto e fornire loro assistenza” (Ansa).

Gli hacker hanno sfruttato l’obbligo delle istituzioni finanziarie di collaborare con le forze dell’ordine e fornire a queste e agli enti governativi informazioni necessarie a eventuali indagini e dossier ufficiali, con una richiesta che veniva da una pec che si presentava come verificata. Da qui dunque la truffa subita da Revolut.

Revolut.com, MDC presenta esposto a Banca d’Italia, Antitrust, Agcom e Consob (Helpconsumatori.it)