Torna il consueto approfondimento dedicato a prezzi e tariffe, con i dati rilasciati da Istat sull’inflazione a settembre (consultabili anche nella nostra sezione Osservaprezzi), il report sulle spese per i consumi delle famiglie del 2025, sempre a cura di Istat, i prezzi dell’Rc auto nel II trimestre 2026 comunicati da Ivass, le comunicazioni di Arera sugli aggiornamenti delle condizioni del Servizio di Tutela della vulnerabilità gas per settembre e sugli aggiornamenti per il quarto trimestre della bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in Maggior Tutela, le rilevazioni delle associazioni dei consumatori sul costo del caffè a bar e a casa e sulla preparazione della serata di Halloween.

A settembre l’inflazione sale al 4,2% (da +3,3% di agosto), ancora influenzata dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici (da +17,1% a +22,6%). Nel settore alimentare, la dinamica tendenziale dei prezzi evidenzia un’accelerazione (da +1,0% a +1,7%) dovuta interamente alla componente non lavorata (da +3,8% a +5,5%), che si riflette anche sul “carrello della spesa” (da +0,9% a +1,5%). Un sostegno all’inflazione si deve poi alle tensioni sui prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a + 2,9%) e a quelli relativi ai trasporti (da +0,8% a + 1,6%). L’inflazione di fondo si porta a +1,6% (da +1,5%) e la variazione media annua, acquisita a settembre, a +3,1%.

Inflazione al 4,2%, Consumatori: batosta sulle famiglie (Helpconsumatori.it)

Inflazione: il tasso al 4,2%, al massimo da tre anni. Ricadute di 1.402 euro in più a famiglia (Federconsumatori.it)

In merito al report sulle spese per i consumi delle famiglie, nel 2025 la spesa media mensile è stata pari, in valori correnti, a 2.782 euro e risulta stabile rispetto al 2024 (2.755 euro). La spesa media mensile delle famiglie residenti nel Nord-est (la più alta rispetto alle altre ripartizioni) è del 39,3% superiore a quella delle famiglie del Sud (la più bassa). La spesa media mensile per consumi delle famiglie composte soltanto da italiani supera di oltre un terzo (+37,8%) quella delle famiglie con stranieri. Rispetto al 2024, risultano in crescita le spese delle famiglie per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche, che passano da 533 a 552 euro mensili (+3,6%) anche per effetto dell’aumento dei prezzi (+3,0% la variazione su base annua dell’IPCA, era stata +2,5% nel 2024); la quota di spesa totale destinata a questa divisione sale dal 19,3% al 19,8%. Nel dettaglio, crescono significativamente le spese destinate a caffè (+14,6%), acqua (+8,3%), pesce (+7,8%), oli e grassi (+6,7%), tè e infusi (+6,7%), carne (+5,4%), latte, altri prodotti lattiero-caseari e uova (+4,2%). La spesa non alimentare risulta stabile rispetto all’anno precedente ed è pari in media a 2.230 euro mensili; rappresenta l’80,2% della spesa totale e varia tra i 2.533 euro nel Nord-est e i 1.652 nel Sud. La stabilità della spesa non alimentare rispetto al 2024 si conferma anche a livello di divisione. Le voci che pesano di più sul bilancio familiare continuano ad essere quelle relative ad Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (36,0%) e ai Trasporti (10,6%). A seguire, la spesa per Servizi di ristorazione e di alloggio (5,9%, come nel 2024) e quella per Beni e servizi per la cura della persona, servizi di protezione sociale e altri beni e servizi (4,7%).

Nel secondo trimestre del 2026 il prezzo medio della garanzia Rc auto è pari a 422 euro, in termini nominali in aumento su base annua dell’1,6% e in riduzione dello 0,4% rispetto al primo trimestre. In termini reali, tenendo conto dell’inflazione, su base annua si osserva una riduzione dell’1,3%. Il premio medio è inferiore del 13,6% rispetto al secondo trimestre del 2014. A livello territoriale, la metà delle province italiane registra premi superiori ai 396 euro. Nelle province più costose (il 25% delle province più care) si superano i 422 euro. Le variazioni annue del premio medio nelle singole province si collocano tra il -2,0% e il +4,5%, con gli aumenti più consistenti a Enna (+4,5%), Pescara (+3,8%) e Roma (+3,5%). Dopo diversi trimestri di aumento, i prezzi si riducono in alcune province, tra cui Cagliari (-2,0%), Imperia (-1,0%) e Benevento (-0,8%). La dispersione dei prezzi tra le province è in progressiva diminuzione dal 2014: il coefficiente di variazione si attesta al 12,8%, in diminuzione di circa un terzo rispetto al 2014. Permane il divario territoriale, pur in presenza di un processo di convergenza: a Napoli si pagano in media 255 euro in più rispetto ad Aosta, con il differenziale tra le due province in riduzione del 3,5% su base annua e del 46,8% rispetto al secondo trimestre del 2014.

Arera ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di settembre: le quotazioni del gas all’ingrosso hanno subito un nuovo deciso rialzo e la spesa totale dell’utente tipo è aumentata del 12,7% rispetto al mese precedente (il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo è pari a 162,02 centesimi di euro per metro cubo). Per i 2,3 milioni di clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas è pari a 78,80 €/Mwh. Secondo il Codacons, l’aumento comporta una maggiore spesa su base annua, nell’ipotesi di prezzi costanti, di 201 euro a nucleo familiare rispetto alle tariffe di agosto. Secondo i calcoli dell’associazione la bolletta media del gas sale così a 1.782 euro annui (con consumi pari a 1.100 metri cubi annui) che, sommata agli 868,6 della luce, porta il conto totale per un utente vulnerabile a 2.650,6 euro. “Rispetto a settembre 2025 le tariffe del gas per i vulnerabili risultano più elevate del +52%, pari ad un aggravio di spesa da +611 euro a utenza su base annua” conclude il Codacons.

Arera ha anche rilasciato la comunicazione relativa alla bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in Maggior Tutela, che nel quarto trimestre del 2026 aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. L’aggiornamento riguarda unicamente i circa 3 milioni di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela. L’aumento è dovuto all’incremento dei costi di acquisto dell’energia elettrica, che riflette le attese di crescita del prezzo all’ingrosso (PUN) nel prossimo trimestre nonché la formazione, nel III trimestre ormai terminato, di prezzi all’ingrosso più elevati di quelli stimabili a giugno scorso. Continua infatti a pesare l’instabilità del quadro geopolitico internazionale, che incide sui prezzi delle materie prime energetiche e, in particolare, del gas naturale a cui i valori all’ingrosso dell’elettricità restano ancora strettamente legati. Si riducono invece i costi di dispacciamento e per il mercato della capacità unica voce in calo per il prossimo trimestre (-2,2%), prevalentemente perché i mesi autunnali presentano meno criticità dal punto di vista dell’adeguatezza del sistema elettrico rispetto ai mesi estivi e invernali. Restano invariati gli oneri generali di sistema. La spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in regime di Maggior Tutela si attesterà a 665,38 euro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026, in aumento del 9,3% rispetto ai 608,72 euro registrati nel periodo precedente (1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2025). Dal 1° ottobre il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 43,43 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

Passiamo alle rilevazioni effettuate dalle associazioni dei consumatori. Il caffè costa sempre di più sia al bar che a casa. Un’analisi effettuata da Altroconsumo mostra che dal 2021 al 2025 il prezzo del caffè al consumo è aumentato del 44%, del 21% nel 2026 rispetto allo scorso anno. La tazzina al bar costa in media fra 1,20 e 1,40 euro, con rincari ovunque.

Con l’avvicinarsi della notte di Halloween, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato il monitoraggio dei costi, comparandoli con quelli dell’anno scorso e rilevando un aumento medio del 9,6% rispetto al 2025. Tra feste a tema, travestimenti e il classico acquisto di caramelle e dolciumi, la ricorrenza si conferma un’occasione di spesa sempre più rilevante per le famiglie italiane.