Torna il consueto approfondimento dedicato a prezzi e tariffe, con i dati rilasciati da Istat sull’inflazione a febbraio (consultabili anche nella nostra sezione Osservaprezzi), i prezzi dell’Rc auto nel III trimestre 2025 comunicati da Ivass, le comunicazioni di Arera sugli aggiornamenti delle condizioni del Servizio di Tutela della vulnerabilità gas per febbraio, il Rapporto sul servizio idrico integrato a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e il report sul servizio idrico presentato dal centro studi Ircaf, le rilevazioni delle associazioni dei consumatori sui costi dei voli aerei nel periodo pasquale.

A febbraio 2026 l’inflazione registra una sensibile accelerazione (+1,5%, dal +1,0% di gennaio), dovuta soprattutto all’evoluzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+4,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,9%); a sostenere la dinamica inflazionistica generale contribuiscono anche i prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,7%). L’unico effetto di contenimento rilevante si deve all’ampliarsi alla flessione dei prezzi degli Energetici (-6,6%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +2,0% (da +1,9%), mentre l’inflazione di fondo sale a +2,4% (da +1,7%).

Nel terzo trimestre del 2025 il prezzo medio della garanzia Rc auto è pari a 437 euro, in aumento su base annua del 5,0% in termini nominali. In termini reali, tenendo conto dell’inflazione, l’aumento è del 3,4%. Il tasso di crescita annuo del premio medio, pur risultando in aumento rispetto al secondo trimestre del 2025 (+3,7%), evidenzia una decelerazione rispetto al terzo trimestre del 2024 (+7,0%). Nel confronto di più lungo periodo, il premio medio risulta inferiore del 10,6% rispetto al terzo trimestre del 2014. A livello territoriale, la metà delle province italiane registra premi superiori ai 412 euro. Nel 25% delle province più care si superano i 442 euro. Le variazioni annue del premio medio nelle singole province si collocano tra il +0,8% e il +11,6%, con gli aumenti più consistenti a Enna (+11,6%), Latina (+8,2%) e Frosinone (+8,0%). Oltre un terzo delle province presenta un incremento del premio medio superiore al dato nazionale. Permane il divario territoriale: a Napoli si pagano in media 273 euro in più rispetto ad Aosta. Il differenziale è in aumento su base annua (+1,8%) e in riduzione del 41,2% rispetto al terzo trimestre del 2014. La diffusione della scatola nera è in aumento: la percentuale di device installati nel terzo trimestre 2025 è pari al 18,9% delle autovetture rispetto al 17,8% dell’anno precedente.

Analizzando i dati dell’Ivass, si scopre – analizza Assoutenti – che in alcune città il costo medio della polizza torna a superare la soglia dei 600 euro. “È il caso di Napoli, città che rimane saldamente in testa alla classifica del caro-Rc auto in Italia, con un costo medio di 617 euro, seguita da Prato con 606 euro. La città più conveniente sul fronte delle tariffe si rivela essere Potenza con una media di 317 euro a polizza, seguita da Oristano (327 euro) e Enna (332 euro circa). Tra la provincia più cara e quella più economica la forbice raggiunge quindi quota 300 euro a polizza”.

Arera ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di febbraio: il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo è pari a 109,85 centesimi per metro cubo (– 2,8% rispetto a gennaio). Tornano a diminuire le quotazioni all’ingrosso rispetto a quelle registrate a gennaio, e il prezzo della sola materia prima gas per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità è pari a 35,21 €/MWh. Arera precisa che il calo del 2,8% è riferito a febbraio e non tiene conto dell’andamento dei prezzi del gas dei giorni immediatamente successivi, segnati dalle forti tensioni sui mercati in seguito all’escalation in Medio Oriente.

Nei giorni successivi, in considerazione delle persistenti tensioni geopolitiche che interessano il mercato energetico internazionale e del conseguente rischio di incrementi dei prezzi all’ingrosso del gas naturale, l’Autorità ha ridotto del 15% la componente tariffaria CRVI per il periodo compreso tra il 1° ottobre 2026 e il 30 settembre 2027. Tale intervento, effettuato in via eccezionale, porta il valore della componente destinata alla copertura dei costi per i progetti di riduzione generale dei consumi gas da 0,721 €cent/Smc a 0,613 €cent/Smc.

Per quanto riguarda il costo dell’acqua sono stati pubblicati i nuovi dati del XXI Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. La bolletta per l’acqua cresce ancora: la spesa media sostenuta dalle famiglie italiane nel 2025 è infatti di 528 € rispetto ai 500 € (+5,4%) del 2024. Confrontando il dato con il 2019, il costo a livello nazionale è aumentato di ben il 30%. Il quadro che emerge è quello di un Paese profondamente frammentato, dove il diritto all’acqua viene garantito con standard qualitativi e costi estremamente difformi a seconda del territorio di residenza. Le regioni centrali presentano mediamente le tariffe più elevate, con una spesa media annua di 705 euro, mentre gli aumenti più importanti rispetto al 2024 si registrano al Nord con il +6,4%, seguito dal Sud con il +5,3% e dal Centro con +4,3%. La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è ancora il Molise (€ 274) che però rispetto all’anno precedente registra un aumento di ben il 17,5%, incremento record a livello nazionale. La regione con la spesa più elevata risulta essere la Toscana (€ 770) con un aumento del 2,9%. Oltre al Molise, un incremento a due cifre si registra anche in Valle d’Aosta (+14,8%) e in Abruzzo (+10,7%). Frosinone resta in testa alla classifica delle province più care con una spesa media annuale di 973 €, mentre Milano conquista anche nel 2025 la palma di capoluogo più economico con 203€. Fra i capoluoghi di provincia, aumenti a due cifre percentuali per Reggio di Calabria e Crotone (aumento superiore al +19%), Campobasso e Isernia (oltre il 17%), Aosta e Palermo (oltre il 14%), Catania e Treviso (+del 12%), L’Aquila e Teramo (con più dell’11%). Oltre che tra le regioni, evidenti differenze di spesa continuano ad esistere anche all’interno delle stesse regioni. Solo per citare gli esami più evidenti, nel Lazio tra Frosinone e Latina intercorre una differenza di 529 euro, in Sicilia fra Enna e Catania di 405 euro.

Come di consueto è stato presentato anche il report sul servizio idrico del centro studi Ircaf. L’indagine ha riguardato 111 città italiane capoluoghi di provincia per un campione di circa 17,6 milioni di abitanti. Secondo il report di Ircaf il costo medio annuo nel 2025 è di € 416,05, con differenze rilevanti fra aree d’Italia.

  • nel Nord- Ovest è stato di € 358,8;
  • nel Nord-Est di € 418,9;
  • al Centro il dato più elevato pari a € 550,5;
  • mentre nel Sud- Isole il costo per la famiglia media è stato di € 368,4.

Rispetto all’indagine precedente, la spesa media annua nel 2025 è aumentata del +5,3%, pari a € 22,11 a fronte di un’inflazione nel 2025 del (dato Istat +1,5%). – Dall’indagine è inoltre emerso che nell’arco dell’intero periodo dal 2011 al 2025, l’incremento tariffario idrico è stato del 92,2% a fronte di un indice NIC Istat nel medesimo periodo di inflazione del 28,2%. Amplissime le differenze a livello di capoluoghi. Fra Frosinone e Milano superano appunto i 500 euro. Nel 2025 le città nelle quali l’acqua costa di più sono nell’ordine: Frosinone, dove la famiglia di 3 persone che consuma 150 metri cubi paga € 747.35; Pisa € 667,86, Grosseto e Siena € 637,38, Livorno € 603,44, Arezzo € 594,30, Massa-Carrara €590,13. Le città dove l’acqua risulta più economica nel 2025, sono state Milano con € 168,87, Cosenza € 202,29, Campobasso € 207,27 Ragusa € 221,80, Isernia € 223,56, Caserta € 227,61, Benevento € 245,36, Catanzaro € 250,51.

Caro voli a Pasqua, anche quest’anno costi proibitivi per tornare in Sicilia (Helpconsumatori.it)

Anche quest’anno tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per i siciliani. Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. Dalla rilevazione di Federconsumatori Sicilia emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna-Catania.